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Riccardo Frigoli si laurea nel 2001 in Lettere, con una tesi in Archeologia, presso l’Università degli Studi di Milano. L’oggetto della sua ricerca erano le comunità dell’epoca Orientalizzante ed Arcaica (prima metà del I millennio a.C.) dell’Italia centrale. Terminati gli studi in Italia, dopo molteplici esperienze di scavo archeologico, dal Friuli al Piemonte, dallo scavo di siti preistorici alla riorganizzazione delle fondamenta dell’Anfiteatro Romano di Milano, oltre che a numerose collaborazioni ad esposizioni e musei (Palazzo Reale e Musei del castello Sforzesco, Milano) Riccardo inizia un secondo periodo di ricerca associando lo studio della lingua spagnola alla ricerca archeologica, iscrivendosi, nell’anno 2002 al corso di Dottorato in Archeologia, presso l’Università di Salamanca, uno dei più prestigiosi e antichi atenei europei (Universidad de Salamanca, Dpto. de Prehistoria, Arqueología e H. Antigua). Qui, porta a compimento due anni di ricerca, ottenendo, cum Laude, il “Grado de Salamanca”, titolo universitario esclusivo della propria Università salmantina, e la “Licencia Investigadora”, la licenza nazionale di ricercatore, con la redazione e la difesa del proprio lavoro sulla preistoria delle comunità della Spagna centro-settentrionale durante l’Età del Bronzo finale (fine del II millennio a.C). In Spagna, oltre a vari scavi e prospezioni archeologiche, in Asturias e in Castilla y León, ha modo di ampliare la propria conoscenza della lingua e della cultura spagnola, scrive in Spagnolo la tesi di “licenciatura”, traduce articoli di colleghi archeologi in italiano e la propria tesi di laurea letta a Milano in spagnolo. Attualmente, risiede tra la Spagna e l’Italia e collabora freelance per la traduzione dallo spagnolo e della revisione scientifica e letteraria dei testi con una Casa Editrice italiana.
La passione per l’Archeologia come pratica, per la Preistoria, la Storia Antica e l’Antropologia come scienze sociali, l’uso e lo studio dell’Italiano come lingua “naturale”, lo Spagnolo come lingua “culturale”, anche se, di fatto, spesso le due definizioni s’invertono, e dell’Inglese come lingua “scientifica”, oltre all’amore per la musica, ascoltata e suonata, soprattutto chitarra e percussioni, all’interesse per la musealizzazione dell’archeologia, alla linguistica “militante”, la comunicazione “de la calle”, della strada, e le metodologie per l’insegnamento e l’apprendimento di una seconda lingua, delineano il profilo professionale oltre che emotivo e psicologico di Riccardo.
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