La Magica Terra di Slupp
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ISBN: 978-1-84799-778-4
Publisher: Lulu.com
Rights Owner: antonia romagnoli
Copyright:
© 2007 Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
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Printed: 164 pages, 6" x 9", perfect binding, black and white interior ink Download:
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Description:La Magica Terra di Slupp è in grave pericolo. Un gruppo di apprendisti maghi dovrà salvarla dalla minaccia di un temibile nemico, pronto a tutto per avere la spada, o forse lo schiaccianoci, che gli aprirà la via al potere. Riusciranno gli squinternati eroi, tra un fax e una battaglia di magia, a sconfiggere il Cattivo? Un fantasy da leggere sorridendo, o forse un libro umoristico con un tocco di magia. Keywords:Listed in: |
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"La Magica Terra di Slupp" è una di quelle cose rare che nascono spontaneamente e sono buone già così.
Non ha bisogno di ritocchi eccessivi, di preziosismi o ricercatezze.
E' diretto, spudorato, irriverente ed estremamente incosciente: non sa di essere il capostipite di qualcosa che non si era visto prima.
Non avendo pretese di innovazione, prendendosi in giro da solo, inevitabilmente acquisisce quelle caratteristiche tipiche di un beniamino.
Come?
Parla con il lettore, in un linguaggio semplice, talvolta estremamente colloquiale, come quando ci si rivolge a un amico. Gli intermezzi in cui, scanzonato, si rivolge al lettore dicendogli "Hey, lo so che hai bisogno di un riassunto", sono l'espressione dell'empatia più completa che si può avere tra autore e lettore. Chi scrive, si sta anche leggendo, è un percorso che si fa insieme e che ci rende complici.
Eppure, nella sua semplicità, il linguaggio è ricco, bello, carico di immagini forbite che accentuano la sarcastica epicità delle più disparate situazioni.
Raccontare una situazione ridicola con toni pomposi, contrapposti improvvisamente e inaspettatamente a esclamazioni e dialoghi assolutamente attuali, trascina il lettore nella risata più spontanea e pura.
Si ride degli stereotipi del fantasy, resi amorevolmente ridicoli, eppure con uno sguardo di dolce affetto e una scrollata di spalle che ci dice "E allora? E' bello per questo!"
Pur proponendosi come un gioco, un passeggiare nel giardino del fantasy ammirando le sue sculture, proprio quelle che ci aspettiamo di vedere, come in un museo, riesce passo per passo a darci la psicologia dei personaggi nel modo più completo, quello che ci fa affezionare a loro e ci fa capire come questa o quella affermazione stiano bene sulle labbra di uno o dell'altro ancora prima di leggerne il nome.
In qualche modo, mi ha ricordato Forrest Gump: una passeggiata che ci racconta un'epoca, con i suoi vizi e le sue virtù, attraverso occhi semplici e scanzonati, rivelandone tutta la loro assurda incoerenza, dove la normalità si rivela stranezza.
Un fantasy dove di straforo appaiono cellulari, computer, valigette ventiquattrore accanto a calzamaglie e incantesimi; dove i personaggi si lamentano delle decisioni della scrittrice e cercano costantemente di ribellarsi, solo per finire col rassegnarsi ed eseguire il loro compito perché "Si vede che è destino"; un fantasy dove la porta del bagno non è mai abbastanza vicina...
Ricco di trovate folli e stereotipi che camminano a braccetto, come impossibili alleati in un'unica, epica battaglia, "La Magica Terra di Slupp" è effettivamente il "fantasy che mancava".
Non ha bisogno di ritocchi eccessivi, di preziosismi o ricercatezze.
E' diretto, spudorato, irriverente ed estremamente incosciente: non sa di essere il capostipite di qualcosa che non si era visto prima.
Non avendo pretese di innovazione, prendendosi in giro da solo, inevitabilmente acquisisce quelle caratteristiche tipiche di un beniamino.
Come?
Parla con il lettore, in un linguaggio semplice, talvolta estremamente colloquiale, come quando ci si rivolge a un amico. Gli intermezzi in cui, scanzonato, si rivolge al lettore dicendogli "Hey, lo so che hai bisogno di un riassunto", sono l'espressione dell'empatia più completa che si può avere tra autore e lettore. Chi scrive, si sta anche leggendo, è un percorso che si fa insieme e che ci rende complici.
Eppure, nella sua semplicità, il linguaggio è ricco, bello, carico di immagini forbite che accentuano la sarcastica epicità delle più disparate situazioni.
Raccontare una situazione ridicola con toni pomposi, contrapposti improvvisamente e inaspettatamente a esclamazioni e dialoghi assolutamente attuali, trascina il lettore nella risata più spontanea e pura.
Si ride degli stereotipi del fantasy, resi amorevolmente ridicoli, eppure con uno sguardo di dolce affetto e una scrollata di spalle che ci dice "E allora? E' bello per questo!"
Pur proponendosi come un gioco, un passeggiare nel giardino del fantasy ammirando le sue sculture, proprio quelle che ci aspettiamo di vedere, come in un museo, riesce passo per passo a darci la psicologia dei personaggi nel modo più completo, quello che ci fa affezionare a loro e ci fa capire come questa o quella affermazione stiano bene sulle labbra di uno o dell'altro ancora prima di leggerne il nome.
In qualche modo, mi ha ricordato Forrest Gump: una passeggiata che ci racconta un'epoca, con i suoi vizi e le sue virtù, attraverso occhi semplici e scanzonati, rivelandone tutta la loro assurda incoerenza, dove la normalità si rivela stranezza.
Un fantasy dove di straforo appaiono cellulari, computer, valigette ventiquattrore accanto a calzamaglie e incantesimi; dove i personaggi si lamentano delle decisioni della scrittrice e cercano costantemente di ribellarsi, solo per finire col rassegnarsi ed eseguire il loro compito perché "Si vede che è destino"; un fantasy dove la porta del bagno non è mai abbastanza vicina...
Ricco di trovate folli e stereotipi che camminano a braccetto, come impossibili alleati in un'unica, epica battaglia, "La Magica Terra di Slupp" è effettivamente il "fantasy che mancava".
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