Karìbu

by Fernando De Benedictis

ISBN: 978-1-84799-157-7
Publisher: Lulu.com
Rights Owner: Fernando De Benedictis
Copyright: © 2007 Fernando De Benedictis Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
  • Paperback book $19.25
  • Download $6.21

Printed: 284 pages, 6" x 9", perfect binding, black and white interior ink

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Description:

KARìBU narra un viaggio fantastico, sospeso fra realtà e immaginazione come la vita stessa. Il titolo significa Benvenuto in Swahili, una lingua africana, ed è così che il protagonista è accolto alla sua meta di consapevolezza, al termine di un difficile percorso. Il racconto inizia con le vicende di un gruppo di lavoro in una missione, che accendono il conflitto latente da tempo fra due vecchi amici, ponendo le premesse delle esperienze successive. Nella crisi, il protagonista incorre in un drammatico incidente, perde i sensi e va in coma. Così, come attraverso una porta dimensionale, entra in un mondo onirico dove vivrà molte avventure emozionanti dalle svariate chiavi di lettura. La storia, solidamente realistica nella prima parte, nella seconda si sposta su piani più metafisici, ma senza mai abbandonare una rassicurante verosimiglianza. Lo stile piano e una sottile vena ironica concorrono a rendere la lettura sempre piacevolmente scorrevole


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Narrativa

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[ No Rating ] 6 Nov 2007
"KARIBU” significa “benvenuto", un saluto caloroso che suscita curiosità, l’attesa di un completamento.
Alberto è accolto così al termine di un viaggio singolare, non solo di ordine fisico, ma anche trascendente la realtà, e per questo, "KARIBU" è anche il racconto delle sue avventure.
Partirei proprio dal tema del viaggio, l’intrigante filo rosso del romanzo: ci accompagna per tutto il libro, assumendo caratteristiche che poi rivelano altre prospettive, ben più profonde.
La lettura, piacevole grazie allo stile lineare, rinvia a romanzi di fantascienza ed utopia: Wells, Butler, (con il suo gioco di significante e significato, dei termini Erewhon - Nowhere) Lewis, Swift, condividono col nostro significativi percorsi di viaggi in altri mondi, nell’ALTROVE. Ma poi ci si rende conto che si tratta di tutt’altro: non è la pura fantascienza il tema centrale, pur costituendo lo sfondo dal quale sì stagliano quelle che mi piace chiamare le AZIONI-PASSIONI del protagonista.
Alberto intraprende un viaggio in Africa per diversi motivi: non si sente appagato, soffre dell’incoerenza fra volere ed agire, di un senso d’inadeguatezza spirituale. Nel confronto con un mondo “ALTRO”, spera di trovare qualche punto fermo, di consolidare la sua fede, cerca motivi di crescita. S’imbatte nell’ACCOGLIENZA e nella CONDIVISIONE, idee difficili, che tuttavia sconvolgeranno un po' alla volta le barriere del suo orgoglio.
Nella prima parte del romanzo, ciò accade in un piano di realtà, nella missione in Tanzania, dove Alberto ha scelto di vivere per un mese.
Dominano sentimenti e passioni opposti. Così, le affinità con Barbara, dolce e sensibile, fanno nascere un amore che dai timidi rossori iniziali trascolora gradualmente in una potente forza universale, chiave di lettura dell’intera storia, ma al contempo, i vecchi contrasti con Giovanni si esasperano, minando la loro amicizia e l’unità del gruppo.
Le tensioni spingono Alberto a lasciare la missione anzitempo per andare in cerca dei leoni. Giovanni lo segue per non lasciarlo solo, ma è proprio per difendere lui da Simba, che il nostro incorre in un grave incidente nella savana. Qui inizia la seconda parte del viaggio, non più reale ma onirica, perché accade nel delirio del coma.
Alberto si ritrova su OLDUVAY, un pianeta selvaggio, imprigionato nel corpo di MBA, del tutto ignaro. Scopre che è lì anche Beatus: il vecchio tuttofare della missione, e con il suo aiuto illuminato, dall’intimo del giovane riesce a volgere la sua anima al desiderio di pace per amore di Binti, che appartiene ad una tribù nemica, rendendolo artefice del dialogo fra i due popoli. Grazie al legame che ne nasce, duemila anni dopo questi potranno sopravvivere ad una drammatica catastrofe, diversamente, perirebbero entrambi.
Dopo un intermezzo fra popolazioni metafisiche di Eterei e Walduvai rivelate dai babbuini parlanti, il viaggio immaginario approda su PALE, pianeta lontanissimo, con una civiltà simile a quella terrestre di un futuro prossimo. Qui, l’ultima battaglia fra BENE e MALE sta per vedere il sopravvento della feroce BODANA MISEVICHI, con conseguenze nefaste, ma di nuovo, i due terrestri rimangono, così la rivoluzione dell’amore che sconvolge la storia per mezzo di chi ne condivide il peso, trionfa anche qui.
Nel finale si ricostituisce l’unità fra le due parti del romanzo nel segno della condivisione, come quella che Gesù ha voluto avere con l'umanità. È questa l’unica forza capace di riscattare l’uomo, portandolo in una dimensione “altra” dal respiro infinito nello spazio e nel tempo, reale e concreta come la materia, ma al di sopra di ogni contingenza. È qui il completamento di “KARIBU” promesso all’inizio.

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