Il Filastrocchio
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ISBN: 978-1-84799-530-8
Publisher: Lulu.com
Rights Owner: marco roncaccia
Copyright:
© 2008 marco roncaccia Creative Commons Attribution 2.5
Language: Italian
Country: Italy
Edition: Prima Edizione
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Printed: 84 pages, 6" x 9", perfect binding, black and white interior ink Download:
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Description:Dalla prefazione di Francesco Maria Battisti: "Se qualcuno ha fatto qualcosa di buono, o non l’ha fatto apposta, o ha commesso uno sbaglio, ottenendo un eccellente risultato non atteso. La vita è piena di contraddizioni: i percorsi personali diventano sbilenchi nel mezzo di specchi distorti." Listed in: |
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Ve lo presento: Lui è Marco/E come arco/Dardi scocca/Quando ama/E rompe il ramo/Quando sbrocca. E sbrocca spesso Marco e lo fa mollando score, versi in rima, “versi fatui senza foglio”. E sbrocca, s’incazza e s’indigna, s’indaga. Dal suo pontile tutto scorge, tutto vede e nulla tace e con un pennarello nero a mo’ di spada tutti infilza. Come il più Imprecario dei Cyrano, Marco fa dei suoi versi un arma tagliente, l’unica concessagli, l’unica che gli consente di spezzare le catene che lo costringono a vagar col naso al piede. Un naso abnorme, non tangibile ma invalidante, un peso che investe lui come tutti quelli sua generazione: la (im)precarietà, quella che ti permette solo di sognare ma che si fa fardello quando prepari la lista della spesa della quarta settimana: “verde di vergogna, il portafogli rogna, come la pasta in bianco, mi dolgo dell’ammanco. […]A raccontare storie, a scriver le mie memorie, a dire cose sciocche, a suon di filastrocche, per evitar la grana, di pensare a quanto pesa, la lista della spesa della quarta settimana.”
In questa (im)precarietà Marco è cresciuto e da questa ha dovuto iniziare presto a difendere il portafoglio, la sua professione, la sua identità. Un piccolo passo indietro per capire quanta strada è stata percorsa, una capatina ai giorni dell’adolescenza e al mito di allora, Goldrake quello che sprinta e va tra le stelle mangiando insalata e cibernetica. Ma Goldrake dev’essersi trattenuto su Marte a giocare più del solito giacché, nonostante le invocazioni, non è tornato a liberare questa terra da minacce ben più tremende di quelle dei robotici Vega. Ricordi e nostalgia hanno vita breve se si è costretti alla realtà col solito naso al piede. E alla realtà si torna, alla poesia, alla scrittura e all’editore per eccellenza di nuovi e vecchi poeti: il web. Ma, come nella realtà, anche nel virtuale è facile lasciarsi sopraffare da quel senso d’inadeguatezza e (im)precarietà proprio della nostra generazione. Gli occhi si perdono in non-luoghi senza fine ove si sprecano testi non letti, versi non scritti. Nessun foglio a far da culla a nasciture rime, solo un infinito, sterminato cimitero della poesia.
link della recensione
http://www.libmagazine.eu/wordpress/2008/04/22/il-filastrocchio-di-marco-roncaccia/
In questa (im)precarietà Marco è cresciuto e da questa ha dovuto iniziare presto a difendere il portafoglio, la sua professione, la sua identità. Un piccolo passo indietro per capire quanta strada è stata percorsa, una capatina ai giorni dell’adolescenza e al mito di allora, Goldrake quello che sprinta e va tra le stelle mangiando insalata e cibernetica. Ma Goldrake dev’essersi trattenuto su Marte a giocare più del solito giacché, nonostante le invocazioni, non è tornato a liberare questa terra da minacce ben più tremende di quelle dei robotici Vega. Ricordi e nostalgia hanno vita breve se si è costretti alla realtà col solito naso al piede. E alla realtà si torna, alla poesia, alla scrittura e all’editore per eccellenza di nuovi e vecchi poeti: il web. Ma, come nella realtà, anche nel virtuale è facile lasciarsi sopraffare da quel senso d’inadeguatezza e (im)precarietà proprio della nostra generazione. Gli occhi si perdono in non-luoghi senza fine ove si sprecano testi non letti, versi non scritti. Nessun foglio a far da culla a nasciture rime, solo un infinito, sterminato cimitero della poesia.
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http://www.libmagazine.eu/wordpress/2008/04/22/il-filastrocchio-di-marco-roncaccia/
Che dire mai: si avvertono sapori, si avvertono gli odori (anche corporali :P), si ammirano istantanee.
Filastrocche in rima, oppure versi stridenti, a volte scioglilingua, giochi col significante (molto dada!! Ode a Dio Dada!).
Si incontrano luoghi e personaggi che chi segue l’Impre già conosce, il Pontile di Ostia, il mare, il misterioso Zio Ron col suo pennarellone, perfino Goldrake, di cui tutt’ora ci augureremmo l’esistenza e soprattutto l’intervento, vista l’incertezza che ci aspetta.
Politica, attualità, malinconia, paure, angosce, desideri, spasso, divertimento, rabbia. E anche l’amore. C’è tutto questo, nel Filastrocchio.
Ma dato che all’Impre "spaventano i critici improvvisati, quelli che recensirebbero qualsiasi testo, anche un cartello che segnala il pericolo di caduta massi", mi fermo qui, perché proprio critic-a non sono e di versi e filastrocche pochissimo mi intiendo. Sperando non sia lui a tirarmi in testa un masso, consiglio a tutti voi questa lettura.
link della recensione:
http://scarpanera.blogspot.com/2008/04/il-filastrocchio-di-imprecario.html
Filastrocche in rima, oppure versi stridenti, a volte scioglilingua, giochi col significante (molto dada!! Ode a Dio Dada!).
Si incontrano luoghi e personaggi che chi segue l’Impre già conosce, il Pontile di Ostia, il mare, il misterioso Zio Ron col suo pennarellone, perfino Goldrake, di cui tutt’ora ci augureremmo l’esistenza e soprattutto l’intervento, vista l’incertezza che ci aspetta.
Politica, attualità, malinconia, paure, angosce, desideri, spasso, divertimento, rabbia. E anche l’amore. C’è tutto questo, nel Filastrocchio.
Ma dato che all’Impre "spaventano i critici improvvisati, quelli che recensirebbero qualsiasi testo, anche un cartello che segnala il pericolo di caduta massi", mi fermo qui, perché proprio critic-a non sono e di versi e filastrocche pochissimo mi intiendo. Sperando non sia lui a tirarmi in testa un masso, consiglio a tutti voi questa lettura.
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