“La Valle del Pavone Blu”

by Enrico Fortunia

Copyright: © 2008 Andrea A. Ianniello Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
Edition: Prima Edizione
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Description:

Un’indagine di Sherlock Holmes fra gli Yezidi, nell’Iraq dell’inizio del XX° secolo.

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Gialli

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13 Mar 2008 (updated 21 Mar 2008)
Formidabile romanzo di avventure raccontato in prima persona dal Dottor Watson, il fedele amico e collaboratore di Sherlock Holmes.


E' un libro veramente ben fatto. Si apre con immagini significative, tra le quali uno "shofar" (corno di montone), il loculo principale del famoso Mitreo (in quel di Roma) e una piantina di Londra di metà Ottocento. Anche l'ambientazione primaria della narrazione è suggestiva: ci troviamo al "Diogenes Club" nel 1902, un anno prima che Holmes andasse a ritirarsi nel Sussex. L'inizio dell'avventura corrisponde dunque al sopraggiungere dell'età edoardiana, che segna anche l'inizio dell'èra moderna ("Suvvia Watson" dice ironicamente ad un certo punto il più celebre investigatore del mondo, "siamo nel XX secolo!"). Tuttavia, certe atmosfere "gotiche" ci fanno capire che in fondo l'epoca vittoriana ha lasciato un segno indelebile ed è dura a morire.


Grazie a Enrico Fortunia, Holmes ritorna prepotentemente ad ammaliarci con la sua intelligenza e i suoi procedimenti cognitivi. C'è anche da osservare che, per i temi e la vastità geotemporale (nonché per le caratteristiche "tettoniche" dell'opera), La Valle del Pavone Blu fa pensare non solo a Conan Doyle, ma anche - a tratti - a certe creazioni di Rudyard Kypling; per tacere di Jules Verne... e con una punta di Donald Wandrei (pioniere della letteratura "fantarcheologica", in Italia conosciuto quasi solo per I giganti di pietra).
Già solo le denominazioni dei capitoli sono musica per chi ama i libri e/o i film di storie esotiche e fantasiose (per i film, basti accennare a La Lega dei Gentiluomini Straordinari): si va da "La Porta Magica" a "Il Tempio di San Pietroburgo", dalla "Valle delle Tenebre" al "Trono del Re David"...


Fortunia è in possesso di un'erudizione invidiabile: nel romanzo troviamo riferimenti ad alchimisti dell'antichità, all'Afghanistan (che in effetti è un pallino fisso degli anglosassoni; fino ai nostri giorni, si direbbe), a storia, leggende e tradizioni religiose di svariati paesi, ai fantomatici "Illuminaten" bavaresi... Inoltre, essendo che l'autore è anche - anzi: in primis - un esperto delle imprese di Sherlock Holmes, troviamo ovviamente (in apposite note d'appendice) numerosi richiami ai titoli in cui appare il più grande protagonista della letteratura "gialla" mondiale.





Per concludere: La Valle del Pavone Blu è un'opera a cui non posso che applicare il sigillo "Recommended!".





(franc'O'brain)

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