Amor di Ninfa
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Copyright:
© 2008 Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
Edition: Seconda edizione
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Printed: 74 pages, 6.14" x 9.21", perfect binding, black and white interior ink Description:Un poeta, il cui nome è Eros, si spinge oltre i confini della catena montuosa della Nonacride, in Arcadia, alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione. Mosso dall’interesse per le leggende di alcuni cantori sulle creature mistiche che abitano le limitrofe selve boscose, Eros decide di addentrarvisi alla ricerca anche di uno soltanto di quegli esseri noti col nome di Ninfe; dipinte come giovani fanciulle dalla beltà divina e parimenti insostenibile, al cui semplice sguardo può un cuore mortale cessare di battere per le forti emozioni provate. Con il volto coperto da una maschera d’avorio, perché la propria beltà d’adone non si mostri a codeste creature, e una piuma dalla punta d’oro nella mano destra, Eros intraprende il suo viaggio avventuroso. Keywords:Listed in: |
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Certo non sono le poesie che noi siamo abituati a leggere al giorno d’oggi ed in cui prevalentemente c’è un’analisi riflessa dell’insoddisfazione della nostra società, quindi tutto il contrario del bello, con versi in prevalenza disarticolati da un’armonia, composti senza il ricorso alla metrica classica o comunque a regole di stesura che tendano a distinguere la poesia dalla narrativa.
Si potrà dire che in un’altra epoca, in cui tutto è frenesia, non c’è né il tempo né la voglia di traslare sentimenti ed emozioni se non attraverso il linguaggio corrente, in uno spezzettamento del ritmo che necessariamente fa passare in secondo piano la forma per dedicare la sola attenzione al contenuto.
Eros
Dorme, alato e stanco su quella coltre
d’ombroso disio, con viso adorno, Eros,
mentre io, docile, finanche mi struggo
ai suoi piedi come una serva mortale.
……
Oppure
Inno a Seiphoros
Di Seiphoros,
signore di tutti i cavalli
ratto, s’infuoca il vello
d’eburnea tinta,
come del promaco Ares
s’incendia la propria ira furente.
……
E’ appena il caso di sottolineare che sono versi che si prestano a essere declamati, più che a essere semplicemente letti, perché solo in questo modo è possibile avvertire la fluidità, lo scorrimento senza intralci delle parole, a formare una musicalità che è il nerbo principale di queste opere, che pure hanno il pregio di far volare la mente, di oltrepassare il limite apparentemente invalicabile fra realtà e irrealtà, trasportandoci nell’etereo mondo di divinità solo credute scomparse e invece solo dimenticate.
Regna un’aria di bucolico mistero, quasi un’evanescente visione di quelle che sono le aspirazioni degli uomini e che nelle divinità trovano sbocco, creando così una fusione perfetta fra l’aspetto onirico della vita e la concretezza materiale di ogni giorno.
Riproporre i miti, quindi, non è un puro esercizio velleitario, ma rappresenta uno sbocco all’insostenibilità che molti provano per l’aridità della loro vita.
In questo senso, il lavoro continuo di Corselli ha una sua nobiltà che esula da quella di fornirci solo una visione del bello, ma è molto più pregnante, essendo di fatto un indirizzo, un segnale, una via da percorrere per ritrovare quella pace interiore troppo compromessa dal materialismo dilagante.
Penso che per chi si accosta per la prima volta a questa forma di poesia Amor di Ninfa possa rappresentare l’inizio più appropriato, ma se s’innamorerà di questo stile, di questa forma sarà gioco forza il suo passaggio ai poemi epici, che sono il vero e autentico punto di forza dell’autore, opere nelle quali si esprime a livelli veramente elevati.
Per cominciare, quindi, questo libro rappresenta l’optimum, la chiave d’ingresso in un mondo che si rivelerà in tutta la sua bellezza.
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