Bambini

by Vincenzo Topa

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Publisher: Vincenzo Topa
Copyright: © 2008 Vincenzo Topa Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
Edition: II edizione
Download: 1 documents, 3016 KB

Printed: 106 pages, 6" x 9", perfect binding, black and white interior ink

Description:

Bambini raccoglie gli episodi familiari più carini degli ultimi anni. L'attore principale è quasi sempre lui, Vlad, mio figlio. Ma da un po', con l’arrivo in affido, saltuario, di Colia, i “quadretti” si sono moltiplicati e alcuni sono diventati anche spassosi. Così li ho raccolti, come ricordo da rivedere tra qualche anno, magari con una punta di nostalgia. Caro lettore, tra un sorriso e uno spunto di riflessione, spero possa aleggiare su di te uno spirito di quiete e riposo, quello spirito che porta a contemplare le bellezze nascoste in ogni particolare, anche quello ritenuto più insignificante, della nostra giornata. Se guardi da questo punto di vista, nell’insieme, tutti questi piccoli quadretti apparentemente distinti… ecco, potrai forse intuire l’immenso affresco che li comprende e li trascende: l’Amore, che si manifesta nella vita di ognuno di noi. L’amore paterno di Dio.


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Vincenzo Topa - Bambini [ No Rating ] 13 Feb 2008
Il libro di Vincenzo Topa è di quelli che si leggono bene e fanno del bene.
Vincenzo racconta con grande limpidezza come si diventa padre quando la Natura non asseconda i nostri desideri, ma è la Grazia ad illuminarci la strada.
Su quella strada Vincenzo, con Valeria sua moglie, incontra prima Vlad (“un bambino ci aspettava in Russia, A San Pietroburgo! Così, era il mese d’ aprile, partimmo e incontrammo per la prima volta Vlad, nostro figlio”) e poi Mikalai, detto Colia. Vlad è adottato con la procedura delle adozioni internazionali, mentre Colia è un bambino bielorusso di dieci anni, che arriva in affidamento temporaneo e si integra subito nell’affetto di una famiglia aperta all’accoglienza, all’amore generoso e alla reciproca curiosità.

Vincenzo Topa non ci dà mai la sensazione di voler raccontare qualcosa di eccezionale e straordinario riguardo a sé: eppure l’accoglienza sua e della famiglia si percepiscono nel continuo riversare attenzioni, cure, affetto, premure anche psicologiche verso i due ragazzi; sottolinea inoltre spesso la gioia di una paternità piena e responsabile.
Le avventure, divertenti o emozionanti, dei due ragazzi sono narrate attraverso quadretti di vita quotidiana, meritano di esser lette e gustate ad una ad una. Cito qui solo una frase nella quale è racchiuso un insegnamento che i figli di Vincenzo e Valeria regalano a tutti noi:
“Resto a bocca aperta per come si sviluppa, in bambini tutto sommato piccoli, il miracolo dell’accoglienza. Vlad, che finora si era sempre rifiutato di parlare in russo, ora si sforza di parlare in russo con Colia. E Colia si sforza di parlare in italiano con Vlad. Stanno capendo tutti e due che questa loro diversità, rispetto agli altri bambini, è una ricchezza”.
Una ricchezza che cresce, perché accudita dall’amore di una famiglia che si occupa del loro benessere, del loro sviluppo e della loro educazione. 106 pagine di dialogo e scoperta, di semplicità e coraggio quotidiano.
I bambini sono preziosi [ No Rating ] 15 Jan 2008 (updated 15 Jan 2008)
Un racconto semplice, sincero e genuino come lo sono i bambini, protagonisti di questi piccoli quadrelli. L’autore racconta, a prima vista, cose quotidiane, quasi banali, che ci fanno sorridere e ci scaldano il cuore. Un piccolo libro che contiene un grande messaggio: amare i bambini, aiutarli a diventare grandi. L’autore descrive la sua esperienza personale, dando una lezione di umanità che viene direttamente dal cuore. Tra le avventure del piccolo Vlad, suo figlio adottivo, e di Colia, orfanello bielorusso che viene ospitato dalla famiglia, cerca di farci capire che i bambini sono la cosa più preziosa del mondo e che vengono protetti e tutelati indipendentemente dal fatto che siano figli nostri o meno. Un libro bello che andrebbe letto per addolcire, anche solo un po’, i ns. cuori, spesso induritisi sotto le peripezie della vita.



molto più profondo di quanto sembri...
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1 Jan 2007 (updated 30 Apr 2007)
La lettura di questi ameni “quadretti di famiglia” permette a chi, come me, ha vissuto un’infanzia “con fratelli” di fare un nostalgico e piacevole salto nel passato. L’arrivo di un fratellino, anche se solo “a tempo”, come in questa particolarissima condizione di genitori adottivi ed affidatari, significherà magari la rinuncia a qualche giocattolo o a qualche abito nuovo... ma anche imparare a crescere rapportandosi a questo altro. I fratelli infatti, condividendo le esperienze formative giovanili che portano allo sviluppo di ogni personalità, possono esserci spesso più vicini del coniuge più innamorato. Il solo fatto di sapere che esistono, anche se magari lontani, è un sostegno inimmaginabile!
E' veramente carino...
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24 Apr 2007
Sebbene il mio giudizio sia inficiato da rapporti di parentela dovete credermi: E' veramente "carinissimo".
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1 Feb 2007
Lo spirito che sta dietro questo testo è sicuramente alto e profondo. Il senso, una raccolta di spunti di riflessione e volontà a esortare un sorriso e un'empatia con il lettore, è ammirabile. Tuttavia bisogna distinguere il valore morale dal valore letterario dell'opera. Il testo è scritto bene, scorrevole, a tratti simpatico, ma rimane troppo sospeso in un equilibrio formale (forse questo può essere dato anche dalla cultura religiosa di provenienza). Dato che la storia vive di drammi, di gioie forti e momenti divertenti, bisognerebbe alternare gli stili, calcare la mano, lasciare andare un po' la correttezza formale e giocare di pennellate forti Ad esempio, è molto divertente lo strano idioma italo-bielorusso del bambino. Bisognerebbe giocarci di più, e poi entrare più nel punto di vista del bambino, osservare i suoi comportamenti come si osserva un animale o un marziano. Dato che lo scrittore dice che ha iniziato la raccolta di questi appunti per il giornalino parrocchiale, mi domando a quale pubblico si riferisca. Se a una ristretta congregazione o a un pubblico più vasto. Se si vuole trasformare l'esperienza autobiografica in un'opera universale, bisogna ricorrere alla letteratura, e quindi a quegli stilemi e a quelle strategie narrative di cui sopra. Revisore: Michele Renzullo

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