Nelle fredde notti invernali amo spacciarmi (con me stessa) per la musa ispiratrice di cotanta opera: una sorta di “Luigia Pallavicini caduta da cavallo†del blog letterario. Ma la realtà - ahimè- è un’altra: nel sito da cui il tomo attinge mi imbattei solo per un convulso attacco di autoreferenzialità degli autori. Di due in particolare; del terzo- tale Spaggio - ignoro fattezze e fini. L’ego di Cruman e Postatore Sano mi fu duca. E il viaggio mi piacque. Sbocconcellando questa sorta di calorico sandwich multigusto ho riso e a tratti - addirittura - meditato. È vero, non l’ho comprato. Me l’hanno donato i suddetti. Ma l’acquisterei. Lo giuro. Costa poco. E rende molto: come la polenta.