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La pecora cartacea è un vero sollazzo, anche per me che abito in campagna.
Da quando ce l'ho, trascuro persino Giuditta, che è piuttosto piccata e mi guarda in tralice ogni volta che la porto a passeggio, a brucare su per le colline.
Se abitate in città e non avete un giardino, allora la pecora cartacea è un must, cosa state aspettando?
Prendetene una copia, anzi più d'una, una per ogni stanza della casa, non si può mai sapere quando viene voglia di pecora.
L'eccellente opera di strumm è pronta a saziare ogni desiderio ovino più recondito, in qualsiasi momento.
Ve lo dico io, che ne so qualcosa: strumm è un maestro, un fino conoscitore, e la sua esperienza nel campo si manifesta in ogni pagina.
è un libro da leggere. un'accozzaglia di divertentissime falsità che sollevano il morale. per quanto ci si possa tristi strumm è in grado di risollevarci. i suoi racconti sono appassionanti, finemente ironici, assolutamente vari. si salta da uno stile all'altro, da una tipologia all'altra rendendo impossibile ogni tipo di noia. complimenti! spero di leggere presto qualcos'altro!
Di questo libro mi sono piaciuti i fuochi d'artificio.
strumm si è reinventato tutto, secondo me come una scelta di metodo.
L'artificio predomina, nella riscrittura di personaggi altrimenti ovvi, e predomina nel ribaltare nei dialoghi quel che ti aspetti, facendone un continuo motivo di novità e interesse. Penso soprattutto a Diario Pulp, ma anche al finale di Prigionia, dove il rapporto con le autorità è esemplarmente e anomalmente veritiero, realistico.
Questa ricerca di fedeltà nell'anomalia, di sbeffeggio continuo del luogo comune, ha momenti felici e altri meno. In ogni racconto, comunque, si percepisce il lavoro di cesello compiuto dall'autore.
Personalmente, sono stato molto preso da Prigionia. Non ci sono citazioni letterarie più aderenti alle atmosfere di Edgar Allan Poe di questo racconto. Ogni riga è tensione. Ed è letteratura.
Non capita spesso di divertirsi, riflettere, rabbrividire e stupirsi della bravura dell'autore in uno stesso romanzo. Eccolo qui. Questo è quel libro.
Strumm, come ha già ribadito Daniele Bonfanti, è geniale. E non lo dico perché è un amico, ma perché è pura verità. Strumm è un giocoliere della parola, un alchimista della sintassi, che sa trasportare il lettore in quella dimensione libresca che sta oltre la sottile barriera che divide la realtà dalla fantasia. E Strumm di fantasia ne ha da vendere.
Nella pecora si possono trovare delle piccole perle di bravura e lunghi racconti che coinvolgono e che forse sarebbero potuti diventare veri e propri romanzi. Ogni piccolo particolare di questa raccolta è stato curato nei minimi dettagli, a partire dalla copertina fino all'ultima pagina. Si nota l'impegno profuso dall'autore e quanto abbia amato ogni suo racconto.
Un volta finito si vorrebbe continuare, leggere qualcosa d'altro e allora ci si tuffa sul blog a cercare nuove perle.
Attendo con trepidazione altri lavori del collega Strumm.
Bravo!
Strumm è "uomo di penna" ma suona il basso elettrico...e con le dita, per giunta!
Chi si intende un pò di musica capirà il gioco di parole.
Bene!
Qui già troviamo un indizio abbastanza significativo in grado di delineare un ipotetico profilo psicologico.
Ovvero,la dicotomia netta tra lo Strumm "sognatore" e quello che "sta alla musica come le fondamenta stanno alle mura di una casa"...un bel mix, non c'è che dire.
Ebbene questa commistione di elementi "terreni e spirituali" la si ritrova nella prima fatica dell'esimio.
Ogni racconto si offre ad una interpretazione ruvida,impulsiva, direi kafkiana, dove mani vengon tagliate di netto ed appetiti voraci saziati senza nessuna indecisione o compassione,così come la vendetta si consuma con calcolata ostinazione...quasi con "Sacralità"!
La sacralità "dell'essere" passa sempre in qualche modo nel comprendere la dualità come elemento focale.
Vittime e carnefici,talvolta verso se stessi a volte verso gli altri, consapevolmente o no, ma questo è un dettaglio per altri approfondimenti..
Ciò che mi ha colpito è la capacità di catapultare il lettore "dentro l'esperienza" che via via viene tracciata dalla sua fantasia,ma contemplando SEMPRE i due aspetti di cui sopra;
fino ad arrivare al punto in cui la materia ed il contesto si dissolvono ed automaticamente si entra nel regno dell'emozionale, dell'assenza di tempo, dove nuovi significati molto più esoterici si offrono.
Da buon cicerone Strumm sa come condurci in porto, usando la leggerezza quando serve o il sarcasmo o ancora un realismo iperbolico,delirante, per superare il concetto stesso di "realtà" così come la intendiamo ordinariamente..insomma vi sono interpretazioni a diversi livelli di profondità ma si possono gustare le storie anche rimanendone in superficie ed il risultato non è mai deludente.
Come altri commentatori hanno già scritto, attendo con ansia il prossimo, sia esso ancora una raccolta o un romanzo per intero o una strampalata storia delirante.
BENE...BRAVO...STRUMM!!!
È la terza volta che inizio questa recensione, è che vorrei dire tante cose, ma finirei per trascrivere il libro per non tralasciare niente, allora ho deciso di parlare solo di una cosa, di quello che a mio avviso rende davvero speciale questo libro. I colori.
Ogni racconto è narrato adottando uno stile diverso e ogni volta che si comincia a leggere una storia sembra che l'interno della mente venga colorato da strumm a suo piacimento. In ogni racconto l'autore si occupa abilmente della fotografia, si percepisce l'oscurità così come la luce, tutto ciò si sente addosso. Il linguaggio pulito e fluido non porta il lettore a vedere parole, ma a percepire immagini, ci si dimentica che si sta leggendo. Un libro che non è fatto di pagine, ma di stanze, paesaggi, persone, animali. Inoltre strumm è capace di far ridere con un umorismo cinico e tagliente, ma anche di far inorridire con atmosfere cupe che esaltano la vera natura bestiale del'uomo.
Purtroppo non sono molto abile a recensire, pertanto rischierei di risultare banale e scontato, ma questo libro va comprato anche perché la copertina è molto bella.
Direi che in definitiva questo libro andrebbe comprato anche solo per la copertina.
La valutazione di un libro non può, mai, essere oggettiva.
Un libro ti cattura, e ti trascina, in un mondo diverso, dove le regole le detta lui, ed a te, lettore, non resta che adeguarti, per sopravvivere, e catalogare il "viaggio", fra gli altri fatti nella tua vita.
Nel mio caso, essere oggettivi è IMPOSSIBILE: ho condiviso, e condivido tuttora, il viaggio dei viaggi di Strumm, visto che è mio...fratello!
Sono, a dir poco, orgoglioso del suo lavoro e, per questo, non riesco a trovare un equilibrio fra le iperboli di approvazione (..., è BRAAAAVO!!!) e le critiche "costruttive" (quella virgola andava prima..., dopo..., in mezzo).
Il libro e' piacevole da leggere, rapido, cadenzato, in alcuni casi martellante (Diario Pulp), in altri semplicemente esilarante (...come fare a meno di mamma?).
Si nota la ricerca di vari stili, ed anche, in qualche caso (Il migliore), una strizzatina d'occhio ad un prodotto un po' più "commerciale".
Può anche darsi che questo sia il suo stile: non essere legato a nessuno stile!
Per un divoratore di libri come me, è un po' disorientante, abituato a selezionare gli autori in base allo stile (questo e' "da comodino", questo "da aereo", questo da "...WC, che pace lì)", ed a completare le storie (non amo nulla che sia a puntate, ed ho letto Diario Pulp solo dopo la pubblicazione del libro, pur visitando regolarmente il Blog).
Ho letto cose di autori blasonati, decisamente meno "creative", ma... (c'e' sempre un ma, vero?)...dicevo, ma credo che ancora ci siano molti conigli nel cilindro di Strumm, anche se per il momento si sono viste solo le orecchie di qualcuno! Spero che, un giorno o l'altro, lui prenda le orecchie di uno dei conigli, e finalmente ce lo mostri nella sua interezza!!! Non so se ha tempo, o voglia, di farlo. Sicuramente ne ha la capacità. E poi è....BRAAAAAAAAVO!!!!
Avevo già letto alcuni racconti sul blog di strumm tempo fa, ma ritrovarli uno dopo l'altro in una raccolta ha un sapore completamente diverso. Metafisica e Grand Guignol, realismo magico e goliardia in una miscela spiazzante e irresistibile. Non posso quindi che trovarmi d'accordo con il Ganzettino, senza dubbio la miglior antologia mai pubblicata da strumm.
Perchè è un libro molto divertente e ben scritto!!!
Per quanto mi riguarda un'autentica perla!!!
In bocca al lupo per tutto!!!
Con simpatia!!!
Riccardo
Riccardo, grazie mille per aver letto e apprezzato il mio scempio. Come acquirente hai diritto ad uno spaccato della vita dalla pecora in copertina. Se mi fai avere un indirizzo email, te lo invio!
Ciao e grazie ancora.
Gliel'ho già detto, c'è poco da fare. Non può sfuggire al suo destino.
Ho letto il suo libro in due giorni: non riuscivo a scollarmene. Sono stata travolta dalla sua poliedricità, dalla capacità di dare spazio ai temi, ai motivi, agli stili più mutevoli. Il ragazzo farà molta strada, ne sono più che certa. Perfino le rare imperfezioni dell'editing non si notano affatto (le noto io che sono malata in questo senso), perché lui ti prende e ti sommerge, ti rivolta trascinandoti nella sua valanga personale, ricchissima e polposa (lo so che il termine può non sembrare pertinente, ma è l'unico che riesca a trasmettere la sensazione giusta).
Bravo, strumm. Sono onorata di lavorare con te a XII.
...perchè è divertente, sagace e a volte spietato.
Questo libro racchiude una speranza.
Speranza che l'uomo che si fa chiamare strumm prenda in seria considerazione l'idea del romanzo come obiettivo per la sua carriera da artista.
C'è tutto il tempo per farlo, l'importante è volerlo e soprattutto essere consapevoli che la vendita della pecora non è altro che l'inizio.
Nulla da dire su questa raccolta di racconti. L'uomo ha classe, ha stile e una grande proprietà di linguaggio... I racconti sono eccezionali, le idee sono geniali, il diario pulp è una perla.
BRAFO!
Geniale, è la parola giusta, senza falsi eufemismi. Senza temere iperboli. Perché strumm geniale lo è senza dubbio, e il suo è un genio squisitamente malato e godibile.
Il suo libro si divora rapidamente e non si vorrebbe finirlo. Finito di leggere si finisce sul suo blog chiedendosi: "magari nel frattempo ha scritto altro?"
E non è poco.
I racconti contenuti in questa antologia (senza dubbio la migliore mai pubblicata da strumm) catapultano il lettore in una specie di flipper folle tra atmosfere, temi e personaggi incredibilmente distanti. E la cosa davvero impressionante è che lo stile rimane il suo, inconfondibile, pur adattandosi perfettamente alla situazione che sta raccontando. Che sia questa un parossismo di terrore psicologico, che si parli delle colonne stesse della nostra esistenza e del senso, oppure che si tratti di segare a pezzi il proprio cugino, o si parli di rutti e scoregge.
Inevitabilmente leggendo alcuni dei racconti (in particolare il Diario Pulp e Prigionie) mi trovavo a immaginare una eventuale trasposizione cinematografica, che a mio avviso risulterebbe efficacissima visto quanto sono vive le immagini, con quanta sapienza sono stati distribuiti i dettagli che rendono reali fatti e persone, e il ritmo dei dialoghi.
Notevole di strumm la sua capacità di creare grande empatia con i personaggi, anche quando questi siano abietti, sporchi o killer professionisti. E di rendere questi personaggi tuttaltro che stereotipi, di dargli umanità, magari un'umanità contorta e perversa, ma credibile, coerente, e senza dubbio simpatica.
Grande!
La piacevole caratteristica di questo libro è l'umorismo presente in questa raccolta di racconti, ma anche di altro, dallo stile volta per volta diverso se non agli antipodi, tanto da farci quasi chiedere se siano stati scritti dalla stessa persona. Come stile della scrittura cambia anche l'umorismo, da pulp a snob o sottile e computo, per sfociare anche nel vernacolare o nel dialettale. Premesso ciò vorrei chiarire che secondo me questo non è un libro di genere umor, l'umorismo qui spesso è la forma non la sostanza, e nei pochi casi in cui esso è la sostanza allora la forma cerca di dare un tono che sia il più serio possibile. A Strumm piace giocare con le parole e inventare situazioni inusuali per poi descriverle con precisione e dedizione, ritmo nei dialoghi e verosimiglianza nelle psicologie dei personaggi e nelle ambientazioni. Indimenticabile il Diario Pulp.
Devo a Strumm la passione per la lettura. Sono o meglio mi definisco un lettore occasionale di romanzi e di narrativa in genere. Grazie a lui trovo il piacere di leggere fine a se stesso. Non vorrei essere frainteso, frequento abitualmente librerie e compro libri che inizio a leggere sempre con molto entusiasmo. Il problema vero che si pone successivamente è quello di superare la noia che spesso molti di questi determinano e finirli diventa un compito ingrato e irraggiungibile.
Con Strumm il “problema” non si pone. Dopo ogni racconto vorresti leggerne un altro e così via. L’ingordigia cresce in una sorta di escalation continua.
Senza ricercare particolari ragioni interpreto il “fenomeno” come dovuto al talento che Strumm manifesta in ogni suo scritto nelle diverse tipologie di racconto in cui si cimenta. Semplicemente talento. Del resto mi rimane difficile valutare il genio la creatività e lo spirito beffardo che lo contraddistingue. Gli scritti non sono mai banali e lasciano spazio a molte interpretazioni sui differenti strati che compongono le trame. L’arte quella con la A maiuscola magari acerba è difficilmente spiegabile con le parole, senti solo che c’è quando gli passi intorno e percepirla è già abbastanza. Altrimenti come spiegare quel manipolo di affecionados che pedissequamente frequentano il suo blog (di cui mi vanto di far parte) alla ricerca della dose quotidiana ?
Buona lettura.
Che dire...amo lo stile tagliente e la sintesi elegante di strumm, usa la tastiera come un coltello affilato maneggiato con sapienza ed autoironia. La prova narrativa per racconti è superata a pienissimi voti, ora mi attendo qualcosa di strutturato e al contempo monolitico...la sua esperienza stessa dopotutto lo chiama a questa prova più ardua...MA E' TEMPO!!
In attesa di un romanzo dello stesso livello o superiore...so che non mi deluderà!!
B.P.
La pecora è il fuorviante pretesto per incuoriosire il lettore, condotto poi per mano attraverso novelle, incubi, fantasie, neorealismo urbano e poesie (in quest'ultimo caso il termine adatto è quello musicale: "arie").
Apparentemente disarticolato, appaga e non annoia grazie allo stile, riconoscibile ma sapientemente adattato ai colori delle storie che racconta.
La stoffa c'è, la fantasia pure e la penna (o la tastiera) scorre. Per il futuro urge lo sforzo necessario a sviluppare qualcosa di più ponderoso, nel quale lavorare meno di fioretto con il vocabolario e più di sciabola con personaggi e contenuti. Le capacità di scontornare bene i primi e di coinvolgere con i secondi ci sono senza dubbio: bisognerà farne sapiente abuso.
Ti fa ridere, commuovere, ti affascina, ti spiazza. Potrebbe essere la recensione di un libro serio, e magari lo è. Un'antologia di racconti, di follie, che spaziano tra i più disparati generi. Al termine del libro sei un'altra persona, il tuo modo di pensare è cambiato e sei convinto che alla fine di quella pecora non se ne sbarazzerà mai. O, più probabilmente, dell'asino.
Ritmi diversi si susseguono velocemente come su un'altalena spinta, di volta in volta, da braccia diverse. Dal bianco al noir in un'occhiata veloce da sotto le falde di un capello. Si ha l'impressione di essere spiati mentre si spia, come in un gioco di specchi. Io l'ho letto e ne sono felice: l'ho fatto per la pecora. Non dobbiamo mai dimenticarci di lei.