L'ultimo rap

by miriam mastrovito

L'ultimo rap by miriam mastrovito (Book) in Narrativa
ISBN: 978-1-84753-410-1
Publisher: Lulu.com
Rights Owner: miriammas
Copyright: © 2007  Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy

Printed: 127 pages, 6.14" x 9.21", perfect binding, black and white interior ink

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Description:

Siamo nel 2048. Per le strade di Burlandia si aggira una voce inquietante: qualcuno possiede una Macchina della Verità in grado di smascherare con precisione qualsiasi bugia. Volponi, presidente del consiglio interessato a custodire terribili segreti di stato che minerebbero il suo potere. Gli Incappucciati, mentitori per necessità, intenzionati a difendere la loro privacy. Sara e Basquiat, due adolescenti determinati a scoprire la verità su Rancore, il famoso rapper misteriosamente scomparso mentre si accingeva ad incidere il suo nuovo cd. Questi i principali attori di tre diversi percorsi di ricerca destinati ad incrociarsi. Suspence, colpi di scena e rivelazioni mozza fiato, travolgeranno il lettore in una caccia al tesoro a ritmo di rap.


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Narrativa

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Amanti della verità.
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12 Feb 2009
L’ultimo Rap è un romanzo relativamente fantastico, con elementi di avventura, giallo e spionaggio, dove si parla di un paese futuristico (ex-Italia). Davanti al lettore si apre un quadro del paese in preda alla continua opposizione di due partiti politici: quello “di sopra” e quello “di sotto”. Ma insieme a questa vita del popolo schiavo in cerca di chiudere gli occhi e non vedere la situazione pre-rivoluzionaria sulle strade, esiste anche un’altra vita, al di là della politica, la vita parallela della gente povera che non smette di custodire gli altri valori: amicizia e reciproca comprensione. Nell’immagine della colonia dei Mondi Reali si sentono gli strascichi della Kristiania, la città degli hippy. Ma l’eco di Burlandia si sente anche qui, specialmente dopo un atto terroristico durante un concerto rap nella città vicina. Per questo il campo nomani non può più essere un luogo isolato, e una delle sue roulotte diventa un quartier generale della lotta in nome della verità.

La trama si svolge intorno a una ragazza quindicenne, scappata di casa per cercare la macchina della verità, seguendo gli indizi di un misterioso utente di internet che la persuade di sapere dove si trova la macchina. Inizialmente aveva un’altro scopo: trovare il suo idolo musicale, un rapper scomparso. E la macchina della verità gli serviva proprio per questo. Ma poi piano piano lei comincia appena ad intuire che tutto diventa molto più serio e che lei forse è stata trascinata in un avvenimento storico. Da una parte, avverte sempre una mano d’aiuto invisibile, dall’altra parte un fantasma della macchina grigia che la segue le sue tracce. La ragazza sente sempre queste forze contrarie durante il suo cammino finché non giunge allo scopo e non scopre un’altra realtà.

Perché L’ultimo Rap? Questa domanda ci segue durante la lettura. La risposta la possiamo trovare nel linguaggio significativo del rap. Nel XIX secolo ai negri caraibici, che lavoravano nelle piantagioni di zucchero, era vietato di parlare, per questo comunicavano tramite il canto. E nel XXI secolo il rapping diventa una forma internazionale del monologo spontaneo o dialogo con il pubblico, sullo sfondo musicale ritmico che impartisce una forza impulsiva. E l’autrice appunto, pone l’accento sul rap dell’improvvisazione come linguaggio dei ragazzi, linguaggio che simboleggia il massimalismo giovanile degli amanti della verità. E sono solo loro che possono rivendicare giustizia nel paese governato dai bugiardi, mentre gli adulti hanno già perso le forze, affondati nel conformismo mascherato da buona educazione.

Il libro è destinato agli adolescenti, ed anche ai loro genitori che mediante questo libro possono furtivamente osservare i propri figli e finalmente capirli. L’autrice ha ottenuto ciò che ha dichiarato sua intenzione nelle note, e dopo la pubblicazione del libro riceve sempre nuove richieste d’amicizia dai ragazzini che la cercano come i marinai dispersi nell’oceano aperto cercano un faro a riva.

Margarita Iride.
Non solo per ragazzi [ No Rating ] 25 Jul 2007 (updated 25 Jul 2007)
Piacerà ai ragazzi, ma non solo...

Si possono trovare sfumature che, credo, saranno percepite ancor di più dalle persone più mature.

Si vede l'influenza di Stefano Benni,ma non guasta quando viene resa con stile,sottile ironia e sarcasmo, con quella vena di malinconia che porta a riflettere sul fatto che Burlandia non sia poi tanto un paese di fantasia, quanto una realtà sempre più palpabile in una società in cui la verità è solo quella che viene resa tale dai mass media e dal potere, l'ipocrisia è uno stato di vita e i segreti debbono rimanere tali.

Per quanto riguarda la figura di Volponi, forse ho qualche idea riguardo alla sua vera identità...idea che probabilmente condividerete...
Muoversi verso il lettore
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3 Jul 2007
Bella e incalzante questa sorta di favola " reversibile ", tanto per metterla sul leggero come piacerebbe all'autrice. Un romanzo perfetto per gli adolescenti che risulta avvincente e di gradevolissima lettura anche ad un pubblico adulto, pronto a cogliere la graffiante ironia di molti riferimenti alla nostra avvilente realtà politica..
Sicuramente non è facile confezionare un buon prodotto che possa avvicinare i ragazzi a una lettura di svago e offrire uno stile che sentano loro: un accurato lavoro preparatorio non deve essere mancato. D'altro canto la scrittrice è scrittrice vera, e questo appare evidente: i personaggi sono originali, delineati perfettamente e con grande cura dei particolari. La narrazione muove da una citazione musicale e ne segue il ritmo senza stonature, mentre la penna disegna un lessico in sintonia perfetta con ognuno dei protagonisti.
Se poi una recensione, per non svalutarsi, deve stigmatizzare almeno un paio di sbavature, mi dispiace, io non ne ho trovate.
Un ultima cosa: se volendo precorrere i tempi, all'estero mi dichiarassi cittadino di Burlandia... ( copyright e royalties, s'intende! )
Una ventata di giovinezza...
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15 May 2007
E come si suol dire un fiore inatteso, tra le foglie del sottobosco, profumato, eppure discreto, ricco di colori, anche se poco appariscente.
Piacevole e divertente!
Peccato per l'impaginazione e qualche errorino di battitura qua e là.
Sono convinto che con una prossima revisione sarà perfetto!

Molto bene!
Miriam: estusiasta, e si vede!
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12 May 2007
Vivace stravaganza di personaggi inventati, ma spesso ispirati nemmeno troppo velatamente alle loro controparti reali, brioso nel ritmo anche se ancora un po’ acerbo nei contenuti, “Ultimo rap” prende il via e trascina il lettore senza pause fino alla conclusione, che forse meriterebbe un climax ancor più vibrante. La storia non è niente male, ricca di spunti attuali e di protagonisti credibili, pur mantenendo un’aura da fiaba postmoderna dal primo rigo all’ultimo. Volendo muovere un appunto all’opera di Miriam Mastrovito, potremmo argomentare che presentare al lettore adolescente, nelle prime venti pagine, rapporti omosessuali come fossero la normalità, stupri e omicidi, potrebbe sminuire e in qualche modo banalizzare la vocazione d’intrattenimento dedicato ai teen-ager che anima l’intero racconto. Nel senso che, contrariamente a taluni romanzi “seri”, destinati ad un pubblico più maturo e dunque più capace, almeno in teoria, di discernimento (senza per questo nulla togliere ai nostri ragazzi che, forse, oggigiorno maturano anche troppo in fretta, abdicando ahimé alla beata innocenza dell’infanzia per ricevere in cambio tonnellate di sesso e violenza a buon mercato), certi contenuti sembrano addirittura superflui nell’economia della storia. Cosa sarebbe cambiato, ad esempio, se Giove non avesse sentito il bisogno di fare outing della sua pederastia nel momento stesso in cui veniva presentato come personaggio? Al di là della necessità, come molte opere autopubblicate, di una ribattuta critica, per eliminare qualche refuso, e di una reimpaginazione più accattivante, “Ultimo rap” esibisce una sua inedita freschezza, con pieno merito dell’autrice della quale, rigo dopo rigo, possiamo percepire il coinvolgimento e l’entusiasmo che mai l’abbandonano fino alla fine. Pur possedendo una sua piena dignità come racconto amatoriale, quindi, osiamo dire che meriterebbe di essere ulteriormente arricchito e, allo stesso tempo, sfrondato di qualche periodo troppo lungo o ridondanza descrittiva raggiungendo un livello qualitativo tale da guadagnarsi a pieno titolo la pubblicazione nei canali distributivi tradizionali. Non mollare, Miriam!

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