Cronache di Roscoff
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Publisher: Riccardo Tronci
Copyright:
© 2007 Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
Edition: prima edizione
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Printed: 60 pages, 6" x 9", saddle-stitch binding, black and white interior ink Download:
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Description:Il vento, dalle scogliere riporta una storia senza tempo, nel coro di quattro anime, a loro modo vaganti, in una Roscoff in bilico tra sogno e realtà. Un intreccio tra un mercante di specchi, una storia d'amore ed un conte alchimista giacobino che si muove insieme alla marea bretone ed al vento delle scogliere della Normandia. "...che in realtà come sia giacere in mezzo a una tempesta Laforgue non lo raccontò mai a nessuno.(...) Una volta vennero persino dalla capitale, da Parigi, per intervistarlo.(...) Cosa si vede in mezzo a una burrasca, gli chiesero, Il mare rispose lui. Il mare. Mare e ancora mare. Mare a perdita d’occhio. Cosa si prova in mezzo a una burrasca, gli chiesero, si sente il mare sulla pelle, rispose lui. Il mare. Mare e ancora mare, ma sulla tua pelle. E cosa si prova ad esser vivi per miracolo, gli chiesero, una gran voglia di essere al largo dell’Oceano, dove l’unica cosa che senti, che vedi, che odori, è il mare. Mare a perdita d’occhio, rispose." Listed in: |
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Lo fa con la consueta maestria e originalità, offrendoci una galleria di personaggi sorprendenti e surreali: un plauso particolare per i " dialoghi " di Padre Blonsbury con Dio.
Proprio l'accuratezza dell'ambientazione e l'agilità da burattinaio con cui fa muovere protagonisti e comprimari rendono coinvolgente e gradevolissima la lettura.
Sicuramente un libro da non lasciarsi sfuggire.
Filosofia e poesia si fondono in una narrazione colta ed avvincente allo stesso tempo.
Impeccabile lo stile, suggestivi i temi.
Straordinaria la figura di padre Blonsbury.
Consiglio a tutti questa piccola perla letteraria.
Tutt'altro che immediato, però, richiede una lettura approfondita e, perché no, una rilettura a più passaggi per coglierne a fondo il significato, che oscilla tra l'uomristico e il surreale, con citazioni storiche di spessore e un'accurata ricostruzione dei personaggi.
Come nell'altro racconto, non manca una vena anticlericale che svela un tratto autobiografico dell'autore.
Ciònondimeno, Riccardo mostra talento che, se temperato ancora un pò sulla forgia della revisione e di un ammorbidimento narrativo complessivo, in modo da aumentarne l'accessibilità, potrebbe trasformare le "Cronache di Roscoff" nelle fondamenta di basalto di un robusto e innovativo romanzo storico.
Personaggi così ben caratterizzati, sarebbero sprecati, se sacrificati in sole sessanta pagine. Da loro si può, e si deve, pretendere molto di più.
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