Leopold Blumij o i giorni del Blumij a Bairentagrado
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Publisher: Riccardo Tronci
Copyright:
© 2007 da Riccardo Tronci Standard Copyright License
Language: Italian
Country: Italy
Edition: prima edizione
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Printed: 17 pages, 7.5" x 7.5", saddle-stitch binding, black and white interior ink Download:
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Description:Un bambino si confronta assieme a tutto il suo paese, nel maggio 1945, con le divisioni tedesche a nord, sulla linea gotica, e le divisioni alleate provenienti da sud. Ne nasce un cammino singolare, che porta alla creazione di Bairentagrado, con sindaco del soviet Leopold Blumij. Listed in: |
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un buon racconto, scritto con stile ed eleganza. Si legge in un fiato, molto scorrevole. Prima parte interessante, seconda parte, a mio giudizio, frettolosa e prevedibile.
In questo racconto di fantapolitica, declinato al passato, l'autore ci parla della passione per la politica con gli occhi di un ragazzo. Il protagonista, però, non è il ragazzo, ma un inquietante italo-armeno: Leopold Blumij.
Lo stile è brioso e coinvolgente, la storia originale.
Da leggere.
Lo stile è brioso e coinvolgente, la storia originale.
Da leggere.
Non resterete delusi nel leggere questo lavoro di Riccardo Tronci. L'autore è sicuramente persona attenta: attenta nel scegliere un titolo che incuriosisce e ammicca, attenta nell'ambientare la sua storia entro i curiosi confini di quella con la "s" maiuscola e nel gestirla con una pregevole e misurata abilità narrativa.
Il suo "Blumij" è certamente una di quelle figure che non dimenticheremo e che faremo salire sulla nostra Arca, quando ci decideremo a costruirne una per salvare qualche personaggio da quest'oceano di carta imbrattata che ci circonda.
Un solo appunto: amo molto i racconti e li prediligo, ma qui mi sembra di scorgere lo spazio per un valido romanzo.
Il suo "Blumij" è certamente una di quelle figure che non dimenticheremo e che faremo salire sulla nostra Arca, quando ci decideremo a costruirne una per salvare qualche personaggio da quest'oceano di carta imbrattata che ci circonda.
Un solo appunto: amo molto i racconti e li prediligo, ma qui mi sembra di scorgere lo spazio per un valido romanzo.
Complimenti, proprio un bel libro!
Pensavo di leggerlo durante un noioso venerdi' pomeriggio di lavoro, pensavo che mi tenesse compagnia quelle 4 orette invece non ho restito, letto tutto d'un fiato in meno di un ora.
La storia ti prende fin dalle prime righe, raccontata da un bambino che ha vissuto nel periodo della seconda guerra mondiale decrive la nascita di Bairentagrato e la singolare storia di Leopold Blumij come sia riuscito ad opporsi al fascismo.
Grazie per avermi consigliato questa lettura.
Pensavo di leggerlo durante un noioso venerdi' pomeriggio di lavoro, pensavo che mi tenesse compagnia quelle 4 orette invece non ho restito, letto tutto d'un fiato in meno di un ora.
La storia ti prende fin dalle prime righe, raccontata da un bambino che ha vissuto nel periodo della seconda guerra mondiale decrive la nascita di Bairentagrato e la singolare storia di Leopold Blumij come sia riuscito ad opporsi al fascismo.
Grazie per avermi consigliato questa lettura.
L' ho letto di getto e devo farti i miei più sinceri comlimenti, la storia è avvincente, amozionante e il tuo stile mi piace parecchio..ancora complimenti!
continua così!!
continua così!!
Davvero briosa la vena narrativa di Riccardo Tronci che sa trascinarti per 17 pagine nell'avvincente e surreale lettura delle improbabili vicende del "compagno" Leopold Blumji, armeno trapiantato nella Bassa, viste dagli occhi di un bambino negli ultimi anni della guerra.
Lo stile arioso e veloce che a tratti meriterebbe un editing più attento nei confronti di qualche ripetizione di troppo, mostra il talento di quest'esordiente, capace di farsi perdonare qualche stilettata anticlericale al vetriolo che sembra sposare più la moda attuale di quella dell'epoca di Peppone e Don Camillo.
La penna di Riccardo tratteggia personaggi appena sbozzati, che pure ci sembra conoscere da sempre e che meriterebbero, come i brescellesi di Guareschi e i vigatesi di Camilleri, scenari più ampi, a costo di rinunciare a qualche tratto surreale (improbabile che un bimbo italiano degli anni quaranta sapesse cosa fosse un "marine" visto che, tra l'altro, le truppe anfibie americane non operarono mai in Europa ma solo sul Pacifico) per ampliare gli spazi narrativi e le situazioni.
Un esordio d'ottimo spessore per un racconto che meriterebbe la dignità, con qualche limatura, d'essere pubblicato in una raccolta, dell'autore o in "combutta" con altri. Bravo!
Lo stile arioso e veloce che a tratti meriterebbe un editing più attento nei confronti di qualche ripetizione di troppo, mostra il talento di quest'esordiente, capace di farsi perdonare qualche stilettata anticlericale al vetriolo che sembra sposare più la moda attuale di quella dell'epoca di Peppone e Don Camillo.
La penna di Riccardo tratteggia personaggi appena sbozzati, che pure ci sembra conoscere da sempre e che meriterebbero, come i brescellesi di Guareschi e i vigatesi di Camilleri, scenari più ampi, a costo di rinunciare a qualche tratto surreale (improbabile che un bimbo italiano degli anni quaranta sapesse cosa fosse un "marine" visto che, tra l'altro, le truppe anfibie americane non operarono mai in Europa ma solo sul Pacifico) per ampliare gli spazi narrativi e le situazioni.
Un esordio d'ottimo spessore per un racconto che meriterebbe la dignità, con qualche limatura, d'essere pubblicato in una raccolta, dell'autore o in "combutta" con altri. Bravo!
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