I più vivono in giardini reali lasciati all'incuria e mascherati da fiori artificiali, non osando porsi la questione del giardino simbolico, rispecchiandosi in facili giardini immaginari. C'è tutto un immaginario collettivo di giardini senza via d'uscita, oscillanti piuttosto tra la foresta e il deserto. Il paradiso, senza più debiti nei confronti della teologia è il giardino della parola. Il giardino senza più la morte, il male, il peccato. Il giardino senza più conoscenza. Il giardino inconoscibile per la gnosi. I giardini onirici indicano l'assenza di padronanza e di controllo sul sogno e sulla dimenticanza. Le sculture di Christiane Apprieux e i racconti di Giancarlo Calciolari procedono appunto dal varco della parola che Freud ha qualificato come la via regia all'inconscio: l'interpretazione dei sogni. La lettura del sogno. Dallo zero alla cifra. Ciascuna volta, in ciascuna opera, in ciascun testo.
Christiane Apprieux e Giancarlo Calciolari vivono e lavorano nella galassia della parola....More >< Less