L’antologia raccoglie alcuni dei migliori racconti dei giovani surrealisti canadesi che ho co-nosciuto durante un mio recente viaggio a Klangiqcliniq (sembra uno scherzo eppure si chiama proprio così). Lo dico subito: le traduzioni sono del tutto approssimative e in alcuni casi ci sono stati veri e propri adattamenti, soprattutto per riferimenti a cose e persone che sono state (malamente) riportati nell’equivalente italiano. Devo anche aggiungere che agli autori non sembrava che la cosa importasse più di tanto.
(Fabrizio Venerandi)