Sono un neurologo di ormai cinquantadue anni. I ricordi, potrei dire, sono un’immagine delle cose a cui siamo legati e che ci portiamo dietro. Io ho rilegato i miei ricordi in brevi racconti seguendo le tracce degli aeroplani che mi hanno sempre accompagnato (sono figlio di un pilota). Come molti, ho avuto paura che svanissero e volevo fissarli, per quanto anche la memoria non sia una fotografia della realtà, e i miei racconti siano solo delle istantanee, fotografie già un po’ sbiadite, e che vorrei materializzare scrivendo. Mi sono appropriato dei ricordi anche di persone, come Olivo e il Professor Cesare Musatti, senza un consenso che non potrei più ottenere. Dei miei genitori, ho colto solo il momento finale. Ora che loro possono vivere solo in me, non ho avuto la forza di scriverne di più. Finché l’aria fende le mie ali, i miei ricordi sono ora raccolti qui per Gloria.