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Name: Umberto Tatafiore Location: District of Columbia 20005 United States E-mail: umbertotatafiore@hotmail.com Send this user a message.
Nato a Napoli nell'ultimo giorno dell'estate del 1964, Vergine per lo zodiaco occidentale, drago per quello del sol levante.
Accoppiata esplosiva secondo alcuni, implosiva a suo parere vista la tendenza a "schiattare in corpo".
Proveniente da una famiglia di artisti e teste di cazzo (anche questa niente male come accoppiata) voleva studiare arte seguendo i primi, ma fu costretto a diplomarsi ragioniere per volonta' dei secondi.
Cosi' frequento' l'istituto tecnico commerciale, ma vendeva i libri appena ricevuti per poi spendere il ricavato in cose a lui piu' consone. A 16 anni riusci' in una impresa da pochi. Marino' la scuola per circa un mese per racimolare con lavoretti i soldi per comprarsi la sua prima moto da cross di quarta mano, che con sapienza rese competitiva. Nessuno se ne accorse, sia a scuola (c'era o non c'era era uguale) che a casa, dove per mesi ignorarono perfino che avesse una moto.
Ciliegina sulla torta, non fu mai bocciato. Usando tutto il suo carisma riusci' infatti a corrompere amici che lo coprirono e a sedurre maestre che lo aiutarono.
Dopo il diploma sfuggi' ad un episodio di inaudita violenza: il padre voleva trovargli un lavoro in banca. Lui si rifiuto' e ando' a nascondersi in una bottega di artisti squattrinati dove imparo' a dipingere. Aveva quasi imboccato la strada giusta, riuscendo a sostenersi vendendo i quadri che produceva, quando la sua irrequietezza lo travolse come un uragano. Compro' un sassofono e comincio' a studiare Jazz. Anche in questo caso, grazie alla sua testardaggine stava per raggiungere dei buoni risultati, studiando anche a NY, ma ancora decise di cambiare ed insieme ad alcuni suoi amici musicisti apri' il Jazz Club "A night in Tunisia".
Grande successo per alcuni mesi, ma si era a Napoli e la malasorte busso' alla saracinesca del locale.
La camorra? No. Quella e' l'unica che offre un servizio e funziona da quelle parti.
Diciamo che diedero fastidio ad altri poteri piu' o meno occulti e il locale fu chiuso con sigilli e sentenza del tribunale.
Ripresosi dal tremendo urto, si butto' a fare un po' di tutto per risanare le finanze depauperate.
Rappresentante, carpentiere, subacqueo, ambulante, pizzaiolo e molti altri.
Il lavoro lo uccideva, ma alla sera tornava ai suoi vecchi amori: la musica e la pittura non lo hanno mai abbandonato ed un buon libro e' sempre stato per lui la migliore compagnia.
Finche' un giorno, in mezzo a tanti scombinati, incontro' una persona che sembrava diversa.
Il Tatafiore la scruto' a lungo, poi incrociato lo sguardo con il fratello Mario (compagno di tante battaglie) che sembrava dire "Umbe', dagliela una botta che ne vale la pena", si decise.
Furono fuochi d'artificio e rimase "sotto alla botta impressionato".
Infatti da quell'incontro scaturi' un'altra avventura che lo porto' a girare il mondo e a diventare padre di due bimbi eccezionali. Belli come la mamma e teste di cazzo come il papa'.
Nella funzione di padre dovette rinunciare al sax e ai pennelli, ma prese in mano la penna e poi il laptop regalatogli da una amica australiana, impietosita nel vedergli usare quel medium antidiluviano (thanks a lot Rachel!).
Dopo aver prodotto alcune lettere, poesie e novelle brevi, pubblicate con successo sulla mailing list della comunita' scientifica italiana in Maryland USA (ciao cervelli in fuga), spinto dall'amore e dalla lontananza dal mare scrisse il suo primo libro:
"Storie da mare".
Insomma, nonostante il colera e il terremoto, i pesticidi e gli OGM, Berlusconi e uno zio prete, Umberto Tatafiore ha vissuto e sta ancora vivendo.
E creando.
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