Sono sempre stata una donna che non ha mai chiesto permesso né alla vita, né agli uomini, né tantomeno al giudizio della gente che mi vedeva per quello che ero e molti, i bigotti, i puritani, i moralisti addirittura mi vedevano come un’ombra vischiosa. Sono stata una madre, con una dedizione idolatrica verso mio figlio Jean-Jacques, che è sempre stato al centro della mia vita e poi per gli altri che sono venuti dopo, Valentina, Emmanuelle, i gemelli Justine e Louis, e soprattutto verso il sesso. Per me, mio figlio Jean-Jacques era, allora, come un sacro vincolo, un testimone-attore involontario della mia audacia, ma anche un complice silenzioso della mia libertà selvaggia.
Ricordo che già all’età di dieci anni Jean-Jacques aveva un’intelligenza precoce che io trattavo con un misto di rispetto e devozione, lo adoravo, lo veneravo come il bene più prezioso al mondo che avessi potuto avere.
« Pensa con la tua testa e libera la fantasia » gli dicevo ogni volta che mi sorprendeva a cercare conforto nelle risposte di un adulto, anche su temi che travalicavano il senso comune del pudore e sfociavano in argomenti come il sesso e la sessualità.
E poi lo invitavo a inventarsi immagini e storie, che gli potessero dare piacere, e dove io spesso ero al centro dei suoi sogni di bambino. Un bambino precoce, che dal punto di vista sessuale aveva già fatto passi da gigante, un po’ perché era un bambino intelligente e curioso, un po’ perché avendo una forma di priapismo, era sempre con il membro ritto e turgido, fin da piccolo, un membro che prometteva di diventare un oggetto del piacere.
Il fatto, poi, di vivere il naturismo sempre, in casa soprattutto, tutte le stagioni dell’anno, gli aveva fatto avere un rapporto con il corpo femminile, il mio e non solo, come una espressione naturale dell’essere umano, e spesso si stupiva se dovevamo vestirci per uscire.
Fino a che lui fu piccolo io mi diedi alla libertà di costumi più estrema, cambiavo amanti, senza rimpianti e senza scuse, conosciuti e sconosciuti, frequentavo i privé e avevo vissuto esperienze al di là dell’umana ragione. La mia bellezza, come diceva sempre mia madre, era magnetica e non convenzionale: occhi cerchiati di un’ombra perpetua, labbra rosse come una ferita, e un portamento che mescolava eleganza e sfida. Gli uomini mi desideravano, non mi temevano e vedevano in me un oggetto del desiderio per sfogare le loro passioni, i più reconditi istinti animaleschi, e li accoglievo nella mia vita come ospiti graditi
Details
- Publication Date
- Jun 21, 2026
- Language
- Italian
- ISBN
- 9781291647945
- Category
- Biographies & Memoirs
- Copyright
- All Rights Reserved - Standard Copyright License
- Contributors
- By (author): Violetta Moreau
Specifications
- Pages
- 150
- Binding Type
- Paperback Perfect Bound
- Interior Color
- Black & White
- Dimensions
- A5 (5.83 x 8.27 in / 148 x 210 mm)